12 aprile 2007

LA STORIA DELLA RANA

Stamani chiaccheravo con una mia carissima amica la quale mi aggiornava sulle sue ultime "performance" sentimentali e sulle recenti conoscenze di chat.
Mi chiede se voglio leggere una mail che uno di questi suoi nuovi spasimanti le ha inviato poco tempo fa.
Quando mi sono tuffato nella lettura sono stato sopraffatto da un piacevolissimo senso di benessere.Difficile descrivere quel suo modo di esprimersi..sono rimasto piacevolmente colpito.
Ho deciso perciò di rendere queste parole di dominio pubblico perche' credo siano degne di un riscontro comune e perche' spero colpiscano anche voi nella stessa identica maniera in cui hanno colpito me.Buona lettura!!!
"Accendo lo stereo. L'aria è sopraffatta dalla chitarra di Django Reinhardt. Tra un po' uscirò, rivedrò dopo molto tempo un amico che è andato via da Firenze alcuni anni fa. Il tempo fugge, ma questo non mi spaventa. Mi terrorizza piuttosto l'idea di non riuscire a dargli un significato. Ogni giorno che passa senza una lacrima od un sorriso è un giorno perduto!!! E quanti giorni passano senza una lacrima od un sorriso! Django Reinhart si è appena fermato, forse riposa. Un pianoforte segue adesso la stessa linea melodica, ma senza la medesima intensità. Le dita atrofizzate dello zingaro belga forse gli stanno facendo male. Spero per te che i pensieri e le cose che affliggano il tuo cuore prendano una strada e si incamminino decise lungo questa, qualunque essa sia. Se infatti i miei 31 anni possono avere un qualche valore in termini di esperienza, questa lezione la vita me l'ha insegnata così tante volte che ancora ogni tanto mi dolgono le ferite e le cicatrici. Cosa peggiore di tutte è infatti, mi pare, nelle cose del cuore, l'incertezza, che fa di te un sanguinoso campo di battaglia tra le forze della speranza e quelle del realismo, stritola la tua dignità e ti sottomette come un vinto. Ci sono passato troppo spesso per non poterti augurare una chiarificazione il prima possibile. In questi casi io penso sempre alla rana...sai la storia della rana? Tu fai bollire l'acqua e poi prendi una rana e la butti dentro il pentolino, la rana fa un gran salto e fugge via. Ma....ma se tu prendi la rana e la metti dentro la pentola quando l'acqua è fredda, e poi inizi pian piano a scaldarla, a fuoco basso basso, alla fine la rana si ritrova lessa. Così spesso mi sono trovato in situazioni in cui se mi ci fossi imbattuto dal principio sarei fuggito immediatamente e dalle quali invece non sono riuscito ad uscirne che "bollito"... Devo ancora cambiarmi, e devo contare almeno trenta minuti per raggiungere il centro. Sono decisamente in ritardo! Credo che prenderò una birra scura, a me piace la Dragoon. Django è ripartito, porta un'aria zigana nel jazz. Sono stanco. La relazione non è ancora finita, anche perché verso le quattro sono venuto via. Mi pareva davvero triste essere l'unico in quei corridoi lunghi lunghi in cui si aprivano stanze deserte...gli unici rumori erano quelli della donnina delle pulizie. Spengo lo stereo, è tardi. Spero di trovare presto una tua mail. Tu che sei psicologa, come spieghi questa spontanea serenità che mi afferra quando leggo una tua mail o ti scrivo? Un bacione, e a presto. Con sincerità, David "

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