12 aprile 2009

il paese delle meraviglie

approfittando di un inconsueto giorno libero e di un altrettanto insolito cielo limpido, ci siamo alzati di primo mattino e, armati di bici e zainetti abbiamo preso il cammino verso quel luogo che ultimamente sogno spesso e che mi porta tanti magnifici ricordi..
vicopelago..
il mio vecchio paesino natale..
sono state 5 ore indimenticabili..piene di forti emozioni..di indescrivibile bellezza..
la fatica del pedalare in salita svaniva ogni qualvolta mi giravo intorno a guardare il paesaggio..
i luoghi della mia infanzia felice..
i campi dove andavo a fare i pic nic con la mia amica del cuore Nicoletta..
il campo di grano dove mi andavo a nascondere...
la corte dove giocavo a pallavolo con i miei amichetti..
il fiume dove ogni notte mi avventuravo a pescare anguille e ranocchi con papà..
e poi lei...
la mia vecchia grande casa..
erano 9 anni che non la vedevo..
quando ci siamo tuffati con le bici nei campi lungo il fiume,(con gino sorpreso di trovarsi circondato da cosi' tanti insetti,ortiche,fiori e fossi) mi giravo continuamente a guardarla..
era là,immersa nel verde,fra gli alberi,resa scura dall'ombra della grande quercia..
e mano a mano che ci avvicinavamo a lei sentivo il mio cuore crescere ed esplodere..
9 anni..
un'eternità..
mi erano arrivate piu' voci inerenti a lavori di ristrutturazione che i proprietari svizzeri avevano effettuato alla casa ma mai mi sarei immaginato di ritrovarla cosi'..

siamo giunti nella vecchia corte vicina e abbiamo iniziato a prendere la discesa con il vecchio pozzo...
non vi dico che viso teso mi sentivo..
le ginocchia che tremavano..
nel luogo dove parcheggiavamo le macchine adesso c'era un grande piazzale ricoperto di ghiaia fine..
la corte davanti casa era stata ristretta da un marciapiede e da un aiuola con un olivo,erbe aromatiche e tulipani..
al posto dell'albero dove si arrampicavano i nostri gattini c'era una sedia in legno ricavata dal tronco dello stesso albero..
la porta del garage era diversa e davanti avevano costruito una panchina di cemento..
il varco che ci conduceva alla casa di Massimo e Maurizio era stato chiuso con una rete verde in quanto adesso l'altro lato era di proprieta' di un'altra famiglia..
di fianco al garage c'era un grande loggiato con lampioni e ringhiera che affacciava ai bellissimi campi circostanti..
il pollaio non c'era piu'..e nemmeno il piccolissimo boschetto di bambù..
anche il grande orto di papà era scomparso..al suo posto solo erba..
niente pergola di lamponi..
niente fontanella..
niente alberi di momose..
niente alberi di pere e mele..
niente rose..
mi sono messo in un angolino dietro casa a scattare qualche timida foto a cio' che rimaneva del tanto amato orto di papa'..
e dentro le mie orecchie sentivo lontane le voci di mamma che chiamava me e Ale per aiutarla a cogliere le fragole e i lamponi..
e noi con il muso lungo ed il cestino in mano sotto quella pergola piena di vespe e api..
non volevo piu' tornare via..sarei rimasto li' tutto il giorno ma dovevo e volevo fare visitare a gino tutto il paese o perlomeno gran parte di esso..
prima di abbandonare quei luoghi pero' sono voluto passare a trovare la mia bellissima vecchina Nonna..
94 anni il prossimo giugno ma con quale entusiasmo di vivere!sempre in testa..sempre arzilla..sempre in movimento..sempre dolce e premurosa..
quando mi ha visto ha fatto un salto ed ha sgranato gli occhi..
e dopo avermi abbracciato con una forza che alla sua eta' sembra inusuale ci ha accolti immediatamente in casa offrendoci il solito succo di frutta nel suo intimissimo e accogliente cucinotto.
ci ha tenuti con lei gelosamente un'oretta, aggiornandomi su tutti i pettegolezzi della corte e del vicinato ed esclamando ogni pochi minuti quanto fosse felice di avermi lì..
non è stato facile salutarla perche' avrebbe voluto addirittura farci rimanere a pranzo..è addirittura andata a chiamare suo nipote che stava studiando per dirgli di venirmi a salutare..
irriconoscibile..
erano 9 anni che non lo vedevo..
il giro turistico è proseguito con tappa nella cosidetta zona ricca del paese..
e dopo una lunga e faticosa maratona verso casa abbiamo ben pensato di fermarci a pranzo al ristorante al Viale per rigenerarci un po'..
goduria totale farsi servire e coccolare avendo cosi' tanta stanchezza addosso..
ho le lacrime agli occhi mentre sto scrivendo..
auguro a tutti di trascorrere un'infanzia felice come la mia..
un'infanzia serena e spensierata..
un'infanzia fatta di cose genuine..
fatta di amici..di giochi..di corse nei prati..di pic nic..di merende improvvisate..di ritrovi serali..di gattini che giocavano impazziti intorno alla casa..di rumori di grilli,rane,cicale,cani,gatti,galline e uccellini..
sono anni che purtroppo non torneranno mai piu'..
la vita va avanti..
il futuro avra' sicuramente i suoi momenti belli e indimenticabili ma sono sicuro che le emozioni che ho provato in quegli anni rimarranno sepolte là..

in quei pochi metri quadri di verde natura.

Nessun commento: